Olio extravergine di oliva e olio di oliva vergine: obbligatoria l'origine in etichetta
Dopo una lunga attesa e tante perplessità, il Comitato di gestione dell'Ue ha approvato la modifica al Regolamento 1019/02, emanando il regolamento CE 182/2009 che rende obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine per l'olio extravergine di oliva e l'olio di oliva vergine.
Dal 1° luglio 2009 pertanto le aziende dovranno riportare, per i suddetti prodotti, lo Stato membro o il Paese Terzo di coltivazione delle olive e quello di frangitura, nel caso i due luoghi fossero diversi; in alternativa all'indicazione dello Stato, le aziende potranno riportare la dicitura "Comunitario" o "non Comunitario". Nel caso l'olio confezionato sia composto da varie miscele provenienti da Paesi diversi, in etichetta dovrà essere riportata l'origine di ogni singolo lotto di olio utilizzato.
Nonostante le difficoltà, commerciali e non, che le aziende potranno incontrare in seguito a tale obbligo, di fatto il regolamento in oggetto rappresenta un prezioso strumento per difendere i produttori nazionali e tutelare il "Made in Italy". Il principale vantaggio offerto dalla presente norma è quello di aiutare il consumatore a distinguere il prodotto italiano dagli oli di oliva provenienti dagli altri Paesi comunitari e non.
Per quanto riguarda "i prodotti legalmente fabbricati ed etichettati nella Comunità o legalmente importati nella Comunità e immessi in libera pratica anteriormente al 1° luglio 2009" possono essere commercializzati fino esaurimento delle scorte.









