Pane fresco e panifici: ecco le nuove denominazioni

Porta la date del 19 novembre 2018 il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 131 che definisce la disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato».

In base alla nuova norma (art. 1) per "panificio" si intende l’impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affini e svolge l’intero ciclo di produzione, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale.

L'articolo 2 è dedicato alla definizione di “pane fresco”: il pane preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante. Si considera continuo il processo di produzione per il quale non intercorra un intervallo di tempo superiore alle 72 ore dall’inizio della lavorazione fino al momento della messa in vendita del prodotto.

L'articolo 3 del Decreto, infine, è dedicato alla definizione di pane “conservato” o a “durabilità prolungata”.
  • Fatte salve le norme vigenti in materia, al pane non preimballato ai sensi dell’articolo 44 del regolamento (UE) n. 1169/2011 [in materia di etichettatura – vedi] si applicano le disposizioni di cui all’allegato VI, parte A, punto 1, del regolamento (UE).
  • Il pane non preimballato ai sensi dell’articolo 44 del regolamento (UE) n. 1169/2011, per il quale viene utilizzato, durante la sua preparazione o nell’arco del processo produttivo, un metodo di conservazione ulteriore rispetto ai metodi sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale e dell’Unione europea, è posto in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato, nonché le eventuali modalità di conservazione e di consumo.
  • Dove esporre il “pane conservato”? – Al momento della vendita, il pane per il quale è utilizzato un metodo di conservazione durante la sua preparazioneo nell’arco del processo produttivo, deve essere esposto in scomparti appositamente riservati.
Tutti i dettagli del Decreto sul sito del Ministero a questo link: Denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell'adozione della dicitura «pane conservato»

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